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Quando si pensa ai cinesi viene in mente: “Quanti sono!”. Quando si pensa alla
Russia: “Quanta è!”. Com’è successo
che In questo articolo diamo una panoramica veloce sull’ evoluzione territoriale dello Stato
Russo nel corso dei secoli secondo la cronologia
ufficiale (lo specifichiamo, data l’esistenza della sua versione
alternativa detta la “nuova cronologia”). Sotto “lo Stato Russo”
intendiamo (in sequenza): il Principato di Mosca (XIII-XVI sec), il Regno Russo
(dal 1547), l’Impero Russo (dal 1721), l’Unione Sovietica (dopo la crisi del
1917-1924) e In sostanza, si tratta di un processo d’espansione geografica inarrestabile lungo almeno ultimi 7
secoli, interrotto 3 volte soltanto: la prima all’inizio del XVII sec., la
seconda all’inizio del XX sec. e la terza alla fine del XX sec. Certo, è forse proprio questo il motivo della
confusione nel capire dove passa il confine tra “russo” e “assoggettato al
potere russo”. Un’espansione a macchia d’olio, durata per tutta la storia dell’umanità
“fisicamente ricordabile”, rende al quanto non facile il compito di
distinzione. Forse proprio il momento storico in cui viviamo tutti noi ci
permette di vedere la frontiera fisica e culturale di quel che si può
descrivere con la parola “russo”, e quindi
il territorio dell’attuale Federazione
Russa. Approfittiamone … prima che si allarghi di nuovo ! Per chi vorrà dare almeno un’occhiata veloce alle tabelle
cronologiche dell’espansione e le cartine geografiche (1613-1914 e XX secolo) a
colori, sarà facile notare che le
dimensioni massime del proprio territorio geografico e d’influenza politica
ed economica lo Stato Russo ha raggiunto poco
prima del collasso nel 1991. Possiamo vedere anche, che quasi tutti i “possedimenti
diretti” del potere russo (intendiamo, solo il territorio geografico dell’URSS),
di norma attribuiti nell’immaginario
collettivo mondiale esclusivamente al periodo sovietico, in realtà li appartenevano
già da prima, ed ovviamente non sotto l’impostazione “comunista”, ma bensì
“zarista-capitalista”. Per cui il
desiderio di giustificare la separazione dei paesi “post-sovietici” dalla
Russia, come “portatrice” di un regime
contrario al regime di “male minore”, ovvero “il capitalismo e la democrazia”, come
vediamo, non regge la prova dei fatti. Ciò assomiglia più ad una mossa
pubblicitaria per far sembrare meno “minore” quel “male”: “Ah, meno male ce la
siamo salvati dalla Russia e abbiamo il capitalismo !”. Probabilmente invece, chi si separa o si congiunge con lo
Stato Russo, lo fa solo ed esclusivamente con lo Stato Russo, e non nessun
“ismo” del momento, valutando prima di tutto cosa conviene di più: stare con il
“grande fratello del nord” o stare con un “fratello” che proviene da qualche
altra direzione. Se a conti fatti si sceglieva il primo, tutti gli altri
“membri della famiglia” non erano evidentemente “grandi” abbastanza da
convenire: capitalisti, comunisti, benefattisti o malefattisti che siano. Per lo stesso motivo, la decisione di staccarsi, per
esempio, viene presa proprio nel momento di ridimensionamento della
“grandezza”. Così, alcuni dei paesi della storia recente hanno scelto
liberalmente i nuovi “fratelli”, sufficientemente “grandi” per i propri gusti,
ed “ismi”-permettendo si trovano ora a risolvere i problemi reali, non
“istici”, che inevitabilmente li crea una “fratellanza” qualsiasi, specie se
non parla neanche la loro lingua e di “fraterno” non ha proprio niente. Certamente, va ricordato che non tutti “sceglievano” di
loro spontanea volontà il “fratello” giusto, e ridotti ad un “trofeo di guerra”
(e non parliamo solo del XX secolo) si subivano un’impostazione di vita a loro
aliena. Ma com’è noto, non è un’invenzione nazionale russa, basta dare
un’occhiata alla cartina economica del mondo attuale e fare un giro su internet
raccogliendo “le voci dal mondo”, per capire
cosa continua a succedere
ancora in altre zone del pianeta e come sono ridotte le popolazioni extra
europee ed extra statunitensi, esenti dalla presenza od un influenza di
qualsiasi genere russa. Evidentemente è proprio il concetto del mondo in cui viviamo, dove “pesce grande mangia pesce
piccolo” non sa tanto di giustizia. Ma
questo è un tema per un altro articolo. Cerchiamo dunque di avere una visione globale della storia mondiale, che va oltre i fatti del XX
secolo, i quali, per il motivo naturale di essere ancora in vita i testimoni, “ognuno
se la canta e se la suona” a modo proprio. (Tanto, se l’umanità andrà avanti
nella stessa maniera in cui lo aveva fatto negli ultimi 4-5 secoli, è altamente
probabile che tra neanche 100 anni la versione ufficiale “pettinata e con la
barba fatta” sarà principalmente una sola, come quella per esempio sull’ Impero
Romano o La conclusione. Tolti gli “ismi” di tutti i
generi e le idee “da inculcamento” su chi è buono e chi è cattivo, il fatto
rimane sempre lo stesso: lo Stato Russo tende ad espandersi,
ed ogni brusca interruzione di questa tendenza, che potremmo definire oramai
“naturale”, non porta ad altro che al suo espandersi più forte e più veloce. Staremo dunque a vedere nei prossimi decenni fino a dove
porteranno i confini dell’influenza russa in questo nuovo “naturale” giro della sua espansione, dopo il così recente arresto.
O altrimenti, se è vero quel che insegna la versione classica della storia
dell’umanità, ed è quindi vero che “gli imperi nascono, si espandono e poi crollano”,
i russi rimarranno per la prima volta, finalmente, “buoni buoni” nei confini del suo paese (già così
com’è li potrebbe bastare in teoria) o addirittura lo vedranno diminuirsi, fino
ad esempio, le dimensioni dell’Italia. La cosa positiva in entrambi i casi è che almeno i nostri
lettori non rimarranno colti di sorpresa da nessuna delle due notizie ! :-) Fonte: http://www.intelligenzia.info | |
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